L’importanza dei controlli e dell’ igiene per i portatori di protesi oculari

30 Aprile 2019


Foto di kai kalhh da Pixabay

Molti portatori di protesi oculari, tendono a sottovalutare l’importanza della pulizia e di un controllo della propria protesi presso il tecnico ocularista.


Per i portatori di protesi oculari l’estetica, rispetto l’occhio controlaterale, nel tempo, purtroppo tende a modificarsi e gli effetti possono essere differenti: una ridotta apertura palpebrale, un affossamento, lievi decentramenti dell’iride protesico ed eccessive secrezioni. Quest’ultime, da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista “Orbit“, tendono a destare le maggiori preoccupazioni estetiche agli assistiti..


Si ritiene utile segnalare che, dopo aver effettuato una visita presso il medico Oculista per determinare una cura appropriata, sia importante far controllare la protesi oculare dal tecnico ocularista. Le protesi oculari, infatti, necessitano di pulizie e lucidature, con frequenza annuale, per rimuovere i depositi mucoproteici addensati sulla resina.

Questi depositi possono creare sulle superfici protesiche, velature opache e ruvide, causando forti attriti e  irritazione alle palpebre. Rendendo, in alcuni casi, meno efficaci le cure prescritte.


Di seguito riportiamo un interessante articolo pubblicato sulla rivista  Orbit, –  “An investigation into discharge, visual perception, and appearance concerns of prosthetic eye wearers“, di Pine, Nicola & de Terte, Ian & Pine, Keith. (2017).
Dove si esaminano le preoccupazioni, dei portatori di protesi oculari, è la percezione estetica durante le eccessive secrezioni lacrimali.


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Sostituzione primaria per la gestione degli impianti orbitali esposti

8 Aprile 2019


Primary replacement for the management of exposed orbital implant.

Article in Orbit · February 2019 Curragh, David & Kamalarajah, Srikandan & Lacey, Brendan & T. White, Stephen & A. McNab, Alan & Kalantzis, George & J. Dolman, Peter & Selva, Dinesh & Rajak, Saul. (2019).

Purpose: We present a series of primary orbital implant replacement for cases of implant exposure to describe our experience of this one-staged surgical approach.

Methods: This study reports on a one-stage technique which involved the removal of the exposed implant or dermis fat graft (DFG) and insertion of a secondary (replacement) in the same procedure, with a variety of materials, including autologous tissue. Re-exposure in a socket where a DFG was placed was defined as a new defect in the newly epithelialized conjunctiva or dehiscence of the dermis-conjunctiva junction. All cases of primary replacement for the management of exposed orbital implant, porous and non-porous, were included, even when there were clinical signs suggestive of infection. The primary outcome was the rate of re-exposure, requiring additional surgical procedures. Infection following primary replacement was a secondary outcome.

Results: Seventy-eight patients had primary replacement for the management of an exposed orbital implant. 6.4% had re-exposure at a mean follow-up of 49.7 months (9.1% for ball implants and 4.5% for DFG). The rate of exposure was higher in those with prior signs of infection than those without (8% vs. 3.6%). Re-exposure occurred in 4.5% of cases with DFG implantation, 4.3% of cases with non-porous implants and in 20% of cases with porous implants.

Conclusion: Primary replacement for management of exposed orbital implant, porous and non-porous, has a high rate of successful outcome even in cases with presumed or confirmed infection.


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ResearchGate

 

 


 

La riabilitazione dei deficit centrali di campo visivo

18 Marzo 2019

Un’interessante studio della dott.ssa Roberta Daini e Dott. Alessio Facchin, sulle diverse tecniche riabilitative e i diversi ausili ottici proposti, allo scopo di migliorare la condizione visiva.

Dott.ssa Roberta Daini e Dott. Alessio Facchin, Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Psicologia

Deficit campo visivo


 

Sindrome dell’occhio fantasma: tipi di allucinazioni visive e fenomeni correlati.

24 Gennaio 2019


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Un’interessante studio della dott.ssa Marie Louise Roed Rasmussen, sul fenomeno delle allucinazioni visive post enucleazione, pubblicato sul Journal of Ophthalmic Plastic & Reconstructive Surgery.



Sindrome dell’occhio fantasma: tipi di allucinazioni visive e fenomeni correlati
Roed Rasmussen, Marie Louise MD; Prause, Jan UMD, DMSc .; Ocularist, Martin Johnson; Toft, Peter BMD, DMSc.

Abstract

Scopo: descrivere la prevalenza della sindrome dell’occhio fantasma in pazienti con amputazione dell’occhio, fornire una descrizione delle allucinazioni visive e identificare i trigger, i fermi e le emozioni correlate alle allucinazioni visive.

Metodi: Il database dell’ospedale è stato sottoposto a screening, utilizzando i codici di chirurgia per i pazienti che avevano ricevuto l’eviscerazione oculare, l’enucleazione o l’impianto secondario di un impianto orbitale nel periodo 1993-2003. Un totale di 267 pazienti è stato invitato a partecipare. I 173 pazienti che hanno accettato di partecipare, sono stati esaminati  e sottoposti ad un’intervista strutturata sulle allucinazioni visive e il dolorose, eseguita da un esperto del questionario (MLRR).


Risultati: la prevalenza della sindrome dell’occhio fantasma era del 51%. Allucinazioni visive elementari erano presenti nel 36%, allucinazioni visive complesse solo nell’1% e altre allucinazioni visive nel 14%. Le allucinazioni visive elementari erano più spesso luce bianca o colorata, come una luce tagliente continua o come punti in movimento. I fattori scatenanti più frequenti erano l’oscurità, la chiusura degli occhi, la stanchezza e lo stress psicologico; Il 54% dei pazienti ha avuto l’esperienza più di una volta alla settimana. Dieci pazienti erano così visivamente disturbati da interferire con la loro vita quotidiana.

Conclusioni: la sindrome dell’occhio fantasma è comune e gli autori raccomandano che i chirurghi informino i loro pazienti sul fenomeno.

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La protesi oculare nei suoi aspetti psicologici ed estetici

14 Novembre 2018

Immagine1La Protesi oculare incide fortemente sull’aspetto psicologico del paziente. La sua applicazione, infatti, non ha solo lo scopo di riprodurre la parte lesa ma anche quello tentare di dare naturalezza al complesso dei tratti somatici e delle espressioni del viso, proprie di ogni persona.

Non bisogna credere che il non soddisfacente risultato estetico, ottenuto in altri centri, sia l’unica estetica plausibile.
Molto spesso il mancato risultato è dovuto ad una non corretta progettazione che non tiene conto di tutti i tratti fisiognomici, quali la motilità dei residui muscolari, l’affossamento orbitale delle palpebre superiori, con conseguente ptosi, ed infine pesantezza della protesi stessa che causa prolassi palpebrali inferiori.

Il comparto dell’Ocularista è molto variegato e va dall’artigiano al commerciante. C’è chi le protesi le assembla, chi le vende e chi le progetta e le costruisce su misura.


Ma cosa significa realmente su misura?
Significa che ogni protesi deve essere unica come è unica la persona a cui è destinata.


Nel nostro centro si svolge un’intensa attività di ricerca e di sviluppo nel settore delle protesi oculari e delle lenti a contatto corneali e sclerali.
L’aggiornamento continuo è l’obiettivo che l’azienda si è da sempre prefissata per meglio risolvere le necessità visive e fisiognomiche dei propri assistiti.

Le tecniche per la progettazione e costruzione di protesi oculari e lenti sclerali cosmetiche utilizzate sono molteplici.


I dispositivi medici, costruiti sempre su misura dal personale specializzato dello studio, sono realizzati tramite calco o impronta per le irregolarità delle superficie conseguenti all’intervento chirurgico o alle caratteristiche del caso. Il colore dell’iride, dipinto a mano, è progettato per ricreare una giusta profondità corneale.


Il lavoro è svolto con estrema professionalità e competenza.
Il paziente viene assistito in tutte le sue fasi, anche sotto l’aspetto post-traumatico nella progettazione e applicazione della protesi oculare a causa di incidenti o malattie.

L’esperienza maturata, nello studio dei casi di chirurgia orbitaria e palpebrale, chirurgia maxillo-facciale, implantologia orbitaria e chirurgia oftalmica, ha permesso di collaborare con importanti ospedali e professionisti italiani.


Si fornisce la massima collaborazione e disponibilità tecnica, qualora fosse ritenuta necessaria, nella soluzione dei problemi estetici dei pazienti, in modo da offrire una soluzione adeguata e personalizzata per ridurre al minimo i disagi e le problematiche applicative del presidio medico prescritto al paziente.


Giulio Cecchini
Responsabile Reparto Protesi Oculari




 

Valore estetico e valore espressivo nella protesica oculare

28 Settembre 2017

 

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“Nella progettazione di lenti sclerali cosmetiche o protesiche, l’importanza sia del valore estetico sia del valore espressivo è fondamentale.”

 

Durante la progettazione e la realizzazione di una protesi, il valore estetico è solo il primo step per ottenere un ottimo lavoro, in quanto si limita alla realizzazione di una copia più o meno simile del controlaterale, il valore espressivo prende in considerazione il viso dell’assistito nel suo complesso e l’oggetto costruito entra a far parte di una ritrovata naturalezza, donando un aspetto armonico e naturale.  

 

Il nostro centro fornisce presidi medici su misura di elevata professionalità, realizzati tenendo conto della giusta complementarietà tra valore estetico e valore espressivo.
Con nuove tecniche e materiali di ultima generazione, siamo in grado di progettare e realizzare in tempi brevi, 2 o 3 sedute, qualsiasi tipo di protesi oculari o lenti sclerali cosmetiche.
La nostra professionalità non si limita solo alla semplice costruzione, ma anche all’accoglienza e alla comprensione del disagio che il paziente subisce dopo un intervento o ad una non corretta progettazione individuale della protesi.

 

E’ frequente che alcuni nostri nuovi assisti si presentano da noi, con risultati estetici inadeguati, fastidio o mal tollerabilità nell’indossare la protesi.
Molti credono sia dovuto alla loro nuova condizione e vengono indotti, o si convincono a tollerare tale disagio e sofferenza, come fosse conseguenza ineluttabile del fatto di essere portatore di protesi.

 

Nell’ 80% dei casi il nostro Centro riesce brillantemente a risolvere i problemi manifestati con una realizzazione di protesi o lenti sclerali personalizzate e uniche per ogni caso, tenendo in considerazione sia il valore estetico che espressivo peculiare di ogni singolo individuo. Il disagio, infatti molto spesso è solo il risultato di errori di progettazione, protesi adattate male o costruite in tempi troppo brevi oppure con forme standard, preformate e non costruite appositamente per ogni assistito.

 

La nostra filosofia è quella di progettare e  realizzare “su misura” per  ogni caso il presidio di cui ha bisogno, tenendo conto sia della parte tecnica, che estetica ed infine espressiva, attraverso l’ascolto delle problematiche e i disagi del singolo assistito. Il risultato  che otteniamo è quello di restituire ad ogni singolo individuo la propria unicità e bellezza, in armonia con la propria espressività e personalità  e farlo uscire con una ritrovata serenità.

 

Giulio Cecchini
Responsabile Reparto Protesi Oculari e Sclerali Cosmetiche

 




 

Protesi oculari e l’importanza della percezione luminosa

26 Settembre 2017


Talvolta capita nel nostro centro casi di persone non vedenti che hanno solo un residuo luminoso e crediamo che lo scopo ottimale nel riabilitare, questi casi, non si deve limitare solo all’estetica.

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Purtroppo un occhio che degenera a tal punto da perdere la vista viene considerato non vedente, ma per alcuni non privo di percezione della luce.

Questa scarsa visione crea varie tipologie di pazienti:

  • in alcune persone la stimolazione luminosa da confusione e disagio preferendo protesi sclerali
    tradizionali opache che ne riducano la qualsiasi quantità di percezione luminosa;
  • in altre lo stimolo visivo, anche se la situazione non può necessariamente essere migliorata, incoraggia le abilità fisiche e i sensi.


Noi per ogni assistito diamo la migliore soluzione possibile, tenendo conto delle sue caratteristiche anche del suo residuo luminoso, specie nei bambini,  perché crediamo che lui ci sta in qualche modo vedendo.

Facciamo tutto il possibile per stimolare e utilizzare la visione quando esiste. Non sappiamo quale sarà il futuro della medicina.

Quindi cerchiamo di preservare le abilità che i nostri pazienti possono avere in vista di un futuro in cui possono essere aiutati in modi che non possiamo immaginare.


Giulio Cecchini




 

L’Ocularista tra medico e paziente.

8 Febbraio 2015

“E’ una questione di qualità”: La nostra comunicazione è stata concepita per offrire al medico informazioni oggettive e comparabili circa la qualità dei prodotti e dei processi produttivi, e ai pazienti, strumenti che possono stimolare la discussione con il medico affinché la scelta di una protesi oculare ruoti intorno all’importanza della qualità”


Per questo la figura dell’Ocularista nel nostro centro non si limita solo alla costruzione di una protesi.
ocularista e paziente
Noi non lavoriamo solo per l’immagine estetica dell’assistito, ma anche nel ripristinare in alcuni casi l’autostima e la fiducia in se stessi, dopo malattie o incidenti. Questa nostra filosofia ci permette di comprendere al meglio le preoccupazioni dei nostri assistiti.

Il nostro lavoro consiste in un processo di riabilitazione. La progettazione di una protesi oculare su misura ha lo scopo di realizzare il miglior risultato estetico. In questo modo la persona a cui viene applicato tale presidio può avere tutto il tempo per sentirsi bene con essa.

La lavorazione per arrivare ad ottenere un risultato ottimale consta di più giorni e per questo la consegna della protesi non avviene mai in giornata. Noi cerchiamo di perfezionarci e fare tutto il possibile per rispondere alle preoccupazioni dei pazienti.

Un Ocularista non dovrebbe mai far sentire a disagio il paziente per il suo aspetto, anche se il lavoro presenta notevoli difficoltà.
Un Ocularista non dovrebbe mai sminuire le richieste del paziente circa la qualità della protesi costruita.
Non realizziamo protesi in serie come in una catena di montaggio, ma protesi personalizzate e “su misura”.

Questa concezione del lavoro ci permette di fornire il più alto livello di soluzioni estetiche per il paziente, perché ad ognuno dedichiamo il tempo necessario per farli tornare a sentirsi a proprio agio e non ci limitiamo ad una semplice transazione commerciale. Siamo orgogliosi di avere sia la capacità, la tecnologia e soprattutto un profondo rispetto verso il paziente.

 

A nostro avviso questa combinazione di aspetti è la migliore riabilitazione per una persona traumatizzata.

Giulio Cecchini
Responsabile Reparto Protesi Oculari



 

L’importanza dell’aspetto con una protesi oculare.

26 Gennaio 2015

 

10458657_699765836725874_4216661154978218811_nQuando una persona per una malattia o incidente perde la funzione visiva ad un occhio, si crea una comprensibile preoccupazione e apprensione.

Oggi, grazie ai notevoli progressi da parte del nostro Centro e ai  nuovi interventi oculari, la perdita di un occhio non deve più significare la perdita di un aspetto naturale.


Con lo sviluppo delle nuove tecniche di progettazione, e in alcuni casi con impianti di motilità, la quasi normale estetica e motilità degli occhi è possibile.


Un fattore importante, spesso non abbastanza considerato dopo l’intervento chirurgico,  è quello di far avvicinare il paziente all’idea della protesi oculare e soprattutto a come convivere con questa nuova  realtà che  influenzerà la  persona nel suo aspetto e nella sua vita di relazione.


In questa situazione di difetto fisico, per il quale il paziente ritiene di essere notato dagli altri,  si supera  con un’accurata progettazione della protesi. L’ausilio è fatto su misura e pensato per ogni singolo caso,  nel rispetto  delle problematiche e delle peculiarità individuali, in un rapporto di fiducia con l’ocularista.


 La nostra mission è di progettare le migliori protesi oculari su pazienti in tutto il territorio Nazionale, utilizzando le più recenti tecniche ocularistiche disponibili creando protesi oculari e lenti sclerali cosmetiche di notevole qualità con eccezionale tollerabilità.


Il rapporto di fiducia tra chirurgo oftalmico e il nostro Centro, che costruisce e progetta la tua protesi, sono le basi fondamentali per una  buona riuscita di tutto il lavoro, che è sì tecnico ma che necessariamente influisce sulla sfera psicologica dell’assistito, è molto importante la collaborazione con il medico chirurgo per risolvere le problematiche estetiche del caso.


Ricordate questo, non siete soli…

Abbiamo creato questo sito Ocular Prosthesis per aiutarvi e fornirvi informazioni utili sulla base di più  25 anni di esperienza.


Abbiamo aiutato migliaia di assistiti, con problematiche oculari da ogni parte di Italia ed estero, con protesi oculari e sclerali cosmetiche permettendo a questi pazienti di tornare a una vita normale e attiva.


Questa informativa ha come priorità anche lo scopo di creare collaborazioni con i medici che non sono a conoscenza ancora del nostro Centro, invitandoli a consultarci prima di prescrivere una protesi oculare.


Non esitate a contattare il nostro Centro per fissare un appuntamento per una consulenza sulla vostra attuale protesi oculare o per delle informazioni.



Giulio Cecchini
Responsabile Reparto Protesi Oculari





 

Effetto idrofobo e idrofilo su una protesi oculare

26 Gennaio 2015


281862_699720773397047_2384066684479905343_nIn generale, è ciò che accade alle lacrime naturali o artificiali quando si depositano su una protesi oculare.
Su una superficie idrofoba, che respinge l’acqua, le forze di coesione della goccia prevalgono sulle forze di adesione

La differenza tra una superficie idrofila e una idrofoba può avere drammatiche differenze nella soddisfazione per il paziente.
Le superfici esterne di una protesi oculare di tipo idrofoba possono portare opacità sulla protesi, sensazioni di secchezza e disagio, secrezione di muco in eccesso, vesciche e congiuntivite papillare gigante. E ‘importante notare che alcuni di questi problemi possono derivare dalla biologia del paziente, ma spesso, si verificano a causa di scarsa pulizia o di una non corretta lucidatura della protesi.

Trattare gli effetti di superfici idrofobe può essere semplice, ma a volte la protesi può avere bisogno di essere rigenerata tramite una lucidatura accurata e di una sterilizzazione.

Il nostro Centro usa materiali e processi per rendere la superficie più idrofila possibile e rimuovere le proprietà idrofobiche.
Ad esempio, i nostri presidi medici vengono realizzati con materiali di ultima generazione e realizzati in diverse sedute, per dare il tempo al PMMA di polimerizzare correttamente, in modo da non rilasciare sostante irritanti o nocive.
La lucidatura avviene a bassa velocità, in modo da creare superfici lisce e regolari riducendo la presenza di solchi o asperità.
Infine usiamo detergenti speciali per massimizzare l’integrità della protesi.

I problemi cronici, legati alla superficie idrofoba della protesi oculare, possono portare a gravi conseguenze sia estetiche che di tollerabilità.

– Si prega di contattarci se avete domande circa le proprietà idrofobe e idrofile della vostra protesi oculare.

A volte il disagio si risolve immediatamente, eliminando definitivamente il continuo acquisto ed uso di colliri e pomate.

Giulio Cecchini
Responsabile Reparto Protesi Oculari